Gruppo Archeologico Canavesano


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Archeonews 47

Archeonews del Canavese




ARCHEONEWS Del CANAVESE

Segreteria: 0125 51053
Bollettino di Informazione per i Soci
VicePresidenza: 0125 45863 Notiziario n. 47 - Luglio 2007
Presidenza: 0125 51130




ATTIVITA' E PROGRAMMI
PER L'ESTATE 2007

Nel Consiglio Direttivo del 4/7/2007 si è discusso sull'attività svolta sulla Paraj Auta, da fine maggio a fine giugno 2007, dalla Coop. ARS – Archeosistemi di Reggio Emilia per conto della Soprintendenza Archeologica del Piemonte:
carotaggi
scavo di una trincea dal bordo del laghetto verso Est
sondaggi intorno al laghetto
scavo e trasporto, tramite un'impresa esterna, del terreno del “mucchio” e trasferimento dello stesso nell'area della Gora Rossa, a Pavone.


Su nostro intervento, il Comune di Pavone ha messo a disposizione mezzi, locale di deposito di materiali e reperti, camere con bagno per alloggiare i tre componenti della Cooperativa impegnati nei lavori ( un geologo, un'archeologa e una naturalista).
Il Dott. Gambari, dopo la visita ai lavori, si è dimostrato soddisfatto dei risultati. Seguiranno presso la Soprintendenza analisi delle “carote” di terreno e dei materiali fittili ricuperati.




IVREA – AREA ARCHEOLOGICA
CENTRO CONGRESSI “LA SERRA”

Di recente la società Real Estate del Gruppo Pirelli, erede delle proprietà immobiliari della società Olivetti, ha messo in vendita il complesso “La Serra” di Ivrea.
La Sala a Cupola e l'area archeologica sono state donate al Comune di Ivrea.
Data l'importanza dell'area archeologica relativa ad Eporedia siamo intervenuti in via ufficiale presso l'Assessore alla Cultura, avv. Alberto Stratta, per offrire la nostra ultra-trentennale esperienza per visite guidate, gratuite, a favore di scolaresche. L'Assessore ha apprezzato molto la nostra offerta e ne terrà conto quando si decideranno le attività da svolgere su questo importante sito.





TERRENO DEL “MUCCHIO” NELL'AREA DELLA GORA ROSSA

Compito del GAC è ricuperare reperti rimasti nel terreno sulla Paraj Auta intorno agli alberi sul “mucchio”, per evitare dispersioni, essendo l'area aperta e senza controllo.
E' inoltre compito del GAC setacciare il terreno deposto alla Gora Rossa, terreno di particolare importanza archeologica poiché proveniente dal laghetto.
Il Dott. Gambari metterà a nostra disposizione una setacciatrice elettrica entro l'inizio di luglio 2007 (lo strumento ora si trova presso un'area archeologica di Golasecca). Potremo utilizzarla sino a fine 2007.
Dopo aver definito aspetti logistici (corrente elettrica da rendere disponibile vicino al deposito di terra da setacciare), si inizieranno i lavori per estrarre materiali archeologici dal terreno. Questo progetto è coordinato da Bruno Peretto (tel. 0125 53939) con l'assistenza di Enrico Gallo (tel. 0125 45863). Questi lavori inizieranno appena possibile, secondo la disponibilità della setacciatrice elettrica e della corrente elettrica sul sito di lavoro.

Tutti i Soci sono pregati, per quanto possibile, di dare parte del loro tempo per svolgere questa attività di particolare importanza.

PIROGA DI VESTIGNE'

Una decina di anni fa, su segnalazione del nostro Socio Walter Rezza, è stata recuperata nelle sabbie della Dora Baltea, a Vestignè, resti lignei di una piroga. Segnalato alla Soprintendenza Archeologica del Piemonte, il reperto è stato depositato nel Municipio di Vestignè.
Di recente abbiamo segnalato al dr. Gambari che nell'estate del 2008 si terranno a Ivrea i Campionati mondiali di Canoa; per l'occasione sarebbe interessante presentare ad Ivrea il reperto. Gambari ci ha risposto di essere d'accordo sull'iniziativa, previo analisi al C14 del reperto (costo intorno a 1000 €).
Enrico Gallo ne ha parlato con il Presidente del Canoa Club di Ivrea; questa Associazione potrebbe finanziare l'iniziativa.




PROSSIMO
CONSIGLIO DIRETTIVO

MERCOLEDI' 5 SETTEMBRE 2007

ORE 21,00
Presso il Centro Aperto
Via Quilico 5 – Pavone C.se


Auguri di serene vacanze
a voi e alle vostre famiglie



CASTRUM UGONIS
DINTORNI, E ALTRE POSSIBILITA'

“Eppur si muove...” disse quel saggio.
Finalmente ci siamo mossi anche noi, e pare con buoni risultati.
L'uscita del 22 aprile ha avuto buon esito, al punto che si è deciso di trovare un percorso diverso da quello che sale in verticale da Airale per non arrivare al castello buoni soltanto per l'estrema unzione, in vista delle prossime salite al castello degli Ugoni. Il 16 maggio infatti altri tre Soci hanno percorso i sentieri che salgono da Carema, valutandoli un po' più agevoli del “muro” di Airale, dove tra l'altro non è facile parcheggiare.
Il GAC era già stato da quelle parti, lo si vede da una vecchia scheda d'archivio (15/10/78), registrando qualche bel gruppo di coppelle nei dintorni del castello. Si aveva notizia da altre persone che avevano curiosato in zona, che in un riparo sotto roccia erano state trovate in superficie delle ceramiche forse dell'età del ferro. In effetti, durante una brevissima visita in un pomeriggio di circa tre anni fa (vedi schede GAC 6/3/2005) qualche traccia era emersa, per cui si era deciso di tornare in zona.
Nell'uscita dei giorni scorsi, lasciando stare per il momento il riparo, abbiamo documentato le coppelle secondo le moderne tecniche , vale a dire fotografie, punto GPS, ecc. E' stato trovato un altro riparo molto più grande del primo, che meriterà un'indagine.
Una curiosità botanica degna di interesse, è l'edera che colonizza il muro meridionale della torre crollata, non ricordo di aver mai visto esemplari di quelle dimensioni.
Per chi si interessa poi di quell'archeologia molto minore che è costituita da incisioni recenti (croci, pichere, date, sigle..) vi sono parecchie pichere di vario tipo nei dintorni, che sono state ovviamente documentate.
La cosa più “premiante” comunque, è stata la scoperta di altri due massi coppellati: un erratico con coppelle ben marcate, e un affioramento con coppelle collegate da canaletti, che si direbbero più antiche, ma forse perchè si trovano su una roccia di composizione diversa. I due massi, battezzati masso Adele e masso Pier (dal nome degli scopritori) non appaiono su nessuna delle pubblicazioni che ho finora consultato, e sono abbastanza distanti da quelli documentati dalle precedenti visite del GAC. Sono stati fotografati e definiti come posizione col GPS. Dovrò tornare in zona per fare un rilievo su trasparente, come di consueto e come è stato fatto con il 99% dei gruppi della nostra cara Paraj Auta, e per dare un'occhiatina nei dintorni.
La zona in cui si trovano i massi coppellati potrebbe essere stata interessata da insediamenti provvisori o definitivi, essendo riparata, probabilmente dotata di acqua, nascosta, ma vicinissima a punti da cui una vedetta poteva senza difficoltà guardare molto lontano. Vi sono stati nei secoli interventi sul terreno per ricavare campetti e qualche terrazzamento.
Da Carema si arriva attraverso due strade, abbastanza agevoli anche se più lunghe di quella che sale da Ariale; una alta, di cui secondo me bisognerebbe esplorare attentamente i dintorni, un'altra più bassa , in un canalone, che fa pensare che un'antica derivazione del torrente Chiussuma scendesse da quel lato. Ricordiamoci che da sempre il vallone del Chiussuma è una via di transito per la Colma del Mombarone, ora vi passa il percorso GTA che raggiunge la Colma attraverso il colle della Lace, se ricordo bene a 2121 msm. Percorso che, secondo me, varrebbe la pena rivedere nonostante il “chaud monstre” di questi giorni.
Così come sarebbe da rivedere l'intero versante “nostrum” della Serra, visti i modesti ma non trascurabili risultati di questi tempi: due massi coppellati, forse mai documentati, oggetto della gita sociale del 2006, altri trovati (o ritrovati, dato che alcuni sono stati documentati da Vaudagna o dagli Scarzella), senza contare che ci sarebbe un bel masso sulla Serra, visto e fotografato trent'anni fa, di cui nessuno sa più nulla. Vi sono state incise coppelle, canaline e vaschette, non rimane che una vecchia foto in bianco e nero che cita la località.
Molte altre cose che si potrebbero rivedere. Visto che sono su questo tasto dolente: Bec Renon, a parte una visita da parte della nostra Enrica Traversa e da me forse un anno dopo, non so se sono saliti altri soci del GAC. Ci sono stato due anni fa per santificare col GPS quel luogo che pare sia stato di culto, secondo gli attuali cerimoniali di registrazione dei reperti. In ricompensa il nume tutelare della località ci ha regalato una coppella piuttosto grande, isolata, che non ho trovato sui rilievi fatti in precedenza. Sarà il caso di tornare magari in settembre, col fresco. Lassù non c'è traccia di acqua, né di ripari ombreggiati, lo dico per chi non c'è ancora stato. L'ideale sarebbe dormire lassù per una o due notti, per condurre efficacemente qualche ricerca. Il posto è comunque frequentato: mi è successo in qualche occasione di vedere dal versante di fronte col binocolo persone che si muovevano in quella località.
Per le cose più vicine a noi invece, si potrebbe rivedere il tracciato dell'acquedotto romano, anche subito, essendo un percorso piuttosto ombreggiato e gradevole.

Bruno PERETTO


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