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Archeonews del Canavese
ARCHEONEWS Del CANAVESE
Segreteria: 0125 51053 Bollettino di Informazione per i Soci
VicePresidenza: 0125 45863 Notiziario n. 48 - Aprile 2008
Presidenza: 0125 51130
ARCHEONEWS
DEL CANAVESE
La nostra news-letter non è stata edita nell'autunno 2007 e inverno 2007/08 a causa di difficoltà varie nella operatività del nostro Gruppo:
mancata realizzazione del ciclo di conferenze programmate, su temi di archeologia, geologia e scienze naturali, a seguito di un infortunio accaduto al dr. Gambari.
sospensione dell'attività di setacciatura del terreno archeologico depositato nell'area del Comune di Pavone della Gora Rossa. Ciò a seguito di una richiesta formale del Vice-Sindaco di Pavone alla Soprintendenza Archeologica del Piemonte circa l'autorizzazione scritta al GAC di svolgere tale compito su un terreno archeologico posto in un'area comunale. La vicenda iniziata nell'ottobre 2007, ora è stata definita con lettera della Soprintendenza del 12 /3/ 2008, con la quale viene autorizzato il GAC (e non altre associazioni incompetenti), a svolgere detta attività.
RICOGNIZIONI SUL
TERRITORIO
Nel Consiglio Direttivo del 29 marzo 2008 sono state programmate attività di ricognizione del nostro Gruppo nei territori di Montalto Dora, del lago Nero e del Castello di Castruzzone.
I Soci iscritti GAC 2008 sono invitati a partecipare a queste iniziative.
Prendere accordi telefonici con la referente Consigliere Adele Ventosi
ARCHEONEWS DEL CANAVESE
SITO WEB del GAC
Nel Consiglio Direttivo del 23 marzo 2008 si è deliberato di inserire sul nostro sito WEB : www.gruppoarcheologicocanavesano.it
le Archeonews del Canavese dal n. 45 al n. 47, relative all'anno 2007.
Questa iniziativa è seguita dal nostro Vice-Presidente Enrico Gallo.
ISCRIZIONI AL GAC
PER L 'ANNO 2008
Alcuni Soci non hanno ancora rinnovato l'iscrizione al nostro Gruppo per l'anno 2008. Come è noto l'iscrizione dà diritto a ricevere la rivista Archeologia, la news-letter Archeonews del Canavese, a partecipare alle attività sociali (ricerche archeologiche, visite a siti archeologici, Mostre, Musei, Conferenze) e ad avere una assicurazione per le attività sul campo.
Quote 2008 :
Socio Ordinario Euro 26,00
Socio Familiare Euro 11,00
APERTURA ALLE VISITE
DEI SITI ARCHEOLOGICI
DI EPOREDIA
Dai giornali del 10 marzo 2008 abbiamo appreso che il Comune di Ivrea ha stipulato un accordo triennale con la Soprintendenza Archeologica del Piemonte per organizzare visite gratuite, in un giorno della settimana, nelle aree archeologiche sotto l'Hotel “La Serra” e sotto l'Istituto Bancario San Paolo (Piazza Balla), oltre che all'Anfiteatro romano.
Nel Consiglio Direttivo del 29 marzo 2008 si è deciso di inviare una lettera all'Assessore alla Cultura Alberto Stratta per proporre la disponibilità del nostro Gruppo a collaborare a tale iniziativa di carattere culturale e turistico.
TERRENO DEL“MUCCHIO”
NELL'AREA DELLA GORA ROSSA – PAVONE
Venerdì 21 marzo 2008 alcuni Soci del GAC hanno ripreso l'attività di ricerca e setacciatura del terreno archeologico depositato nell'area della Gora Rossa. I Soci iscritti al GAC per l'anno 2008 sono pregati di partecipare a questa iniziativa di particolare interesse archeologico.
Questa attività viene coordinata dal nostro Vice-Presidente Enrico Gallo (tel. 0125/45863) e dal nostro Consigliere Fernando Benvenuti (tel. 0125/51569).
Le operazioni si svolgono nelle giornate di mercoledì e venerdì dei prossimi mesi, sino a fine lavori, dalle ore 15,00 alle ore 17,00.
Prendere accordi telefonici con i nostri due delegati per la partecipazione, per garantire le presenze sul sito che è chiuso.
La Gora Rossa si trova a Sud del Cimitero di Pavone, oltre il Cavalcavia sull'Autostrada.
CAMPIONATI MONDIALI DI CANOA
A IVREA
Dal 3 all' 8 giugno 2008 si terranno ad Ivrea i Campionati Mondiali di Canoa.
Il nostro Gruppo ha dato la disponibilità a presentare tre Mostre di carattere storico-archeologico relative al nostro territorio e al fiume Dora Baltea nei secoli.
Le Mostre programmate, da tenersi in Ivrea nella Chiesa di Santa Croce, sono:
Preistoria in Canavese
Eporedia
Al di là del Po ci sono i Salassi
L'iniziativa viene seguita dal nostro Vice-Presidente Enrico Gallo, impegnato nel Comitato Organizzatore di Ivrea 2008 – Wildwater Word Championships.
I nostri Soci sono invitati a collaborare per una buona riuscita di questa iniziativa culturale al servizio della Città di Ivrea e del Comitato Organizzatore.
ARCHEOLOGIA
La nostra Rivista nazionale ha ripreso l'uscita periodica, con invio diretto ai soci dei G.A. D'Italia. Chi non l'avesse ricevuta è pregato di comunicarlo alla nostra Segretaria Maria Teresa Fietta (tel. 0125/51053) perchè intervenga presso la Direzione G.A.I. di Roma.
ORI DEI CAVALIERI DELLE STEPPE
TRENTO - CASTELLO DEL BUONCONSIGLIO
Negli orizzonti sconfinati delle steppe che si estendono dall’Asia fino all’Europa orientale, dal primo millennio avanti Cristo fino al Medioevo si sussegue il dominio di popoli nomadi di cui la mostra restituisce una vivida immagine, attraverso le preziose testimonianze riaffiorate nei vasti territori dell’Ucraina.
Sono popoli guerrieri che hanno il loro punto di forza nella perpetua mobilità affidata al cavallo, al carro e alla tenda. Si chiamano Cimmeri, Sciti, Sarmati, Goti, Avari e Unni e le loro vicende e migrazioni hanno influenzato la storia dell’Occidente. Storici e geografi antichi li hanno descritti di volta in volta come coloro che non hanno mai fondato città, non hanno mura da difendere, portano la casa con sé, vivono su carri, fieri e selvaggi barbari ai confini del mondo civilizzato.
Il filo conduttore della mostra è costituito dallo splendore sfavillante di gioielli che rispecchiano il gusto e le mode, dalla potenza di armi impreziosite dall’oro e da gemme e dalla sontuosità del vasellame cerimoniale da banchetto, segno del prestigio e del potere dei cavalieri delle steppe. Molti di questi eccezionali tesori provengono da kurgan, grandi sepolture a tumulo, destinate a perpetuare la gloriosa memoria dei defunti del ceto più elevato, punti fermi nel paesaggio percorso dai nomadi. Sfolgoranti ornamenti per vesti e copricapi, orecchini, pendenti, bracciali, pettorali e perfino spade in oro mostrano lo sfarzo della vita aristocratica di questi príncipi cavalieri delle steppe e i rapporti culturali esistenti con le civiltà urbane del Mediterraneo e dell’Asia, Greci, Romani e Persiani.
L’arte di questi popoli è profondamente influenzata dall’ambiente naturale in cui vivono. Il quotidiano contatto con il mondo delle steppe trova espressione “nell’arte animalistica”, caratterizzata da una costante tensione verso la rappresentazione di animali reali e fantastici, dalle più ardite pose naturalistiche a quelle stilizzate e manierate. Grifoni, felini e cervi effigiati su lamine d’oro insieme ad oggetti cerimoniali evocano credenze magico religiose e il mondo spirituale degli sciamani. Espressioni artistiche originali coesistono con apporti figurativi derivati dal mondo greco. La mostra è introdotta da un’importante selezione di testimonianze relative ai primi popoli sedentari e agricoltori che hanno preceduto l’affermarsi delle culture nomadiche.
Prima dei nomadi: comunità di agricoltori e allevatori precedono l’avvento dei nomadi delle steppe. Lo stile di vita sedentario è evocato da eccezionali modelli di abitazione in argilla con significati rituali. In terracotta sono pure le affascinati statuette antropomorfe femminili, forse divinità, e un carretto in miniatura, uno degli esemplari più antichi (IV mill. a.C.), tale da far supporre che l’invenzione della ruota vada collocata proprio nelle steppe.
L’avvento dei nomadi: il mondo dei cavalieri delle steppe è introdotto emblematicamente da una splendida tenda – una yurta – tipica abitazione “mobile” delle popolazioni nomadi d’epoca antica e moderna e da un raro modellino di carro in argilla. Dal I millennio a.C. le steppe sono percorse da popoli nomadi: nasce lo stereotipo di un mondo barbaro e indomito contrapposto a un mondo sedentario, identificato con l’immagine della civiltà.
Mito e natura: l’arte delle steppe. Il profondo legame tra nomade e natura si esprime in un’arte raffinata e fantasiosa in cui è protagonista la figura dell’animale. Modelli decorativi arditi e manierati, elaborati in oro e pietre dure, si adattano alla forma di armi, ornamenti e vasellame cerimoniale, segni distintivi delle elite nomadi.
Le “piramidi delle steppe”: i Kurgan. A gloria perenne dei príncipi, i tumuli funerari si innalzano nelle distese sconfinate delle steppe; punti fissi di riferimento geografico e custodi dei valori culturali, sociali e sacrali delle comunità nomadiche. Importanza e potere del defunto si manifestano attraverso le dimensioni del tumulo e la ricchezza dei corredi.
Le principesse. Le principesse delle steppe, ma anche donne-guerriere, esibivano il loro potere e prestigio attraverso straordinari corredi di gioielli: girocolli, diademi, orecchini, anelli, bracciali e decine di placchette in oro cucite su mantelli e vesti, alti copricapi e calzature.
I príncipi. Splendidi príncipi e allo stesso tempo feroci guerrieri - abili arcieri a cavallo – guidavano i popoli delle steppe. Armi e gioielli sono simboli di potere e prestigio carichi di valenze simboliche.
I cavalieri delle steppe. La grande abilità e velocità delle offensive a cavallo era il proverbiale punto di forza dei nomadi delle steppe, tanto che l’Impero Romano li reclutò fra le sue schiere. La figura del cavaliere è evocata da statuette votive in terracotta e ornamenti in metallo, da armi e bardature di cavallo finemente decorate secondo il patrimonio mitologico nomadico e greco classico.
Contatti e scambi, tra oriente e occidente. Due mondi a confronto: quello “barbaro e selvaggio” dei guerrieri nomadi e quello “civile e colto” delle popolazioni mediterranee. Il confronto fra “civiltà” non si risolve nello scontro, ma genera scambi, interazioni, nuovi costumi.
Il mondo sacro. Al mondo dei cavalieri delle steppe si riferiscono numerose testimonianze che indicano quanto fossero importanti credenze religiose e culti, esemplificati da une serie di manufatti con valenze simboliche e cerimoniali, spesso di difficile decifrazione. Specchi, scettri e vasellame a figurazione animale sono testimoni di tradizioni religiose fino all’avvento del Cristianesimo, che imporrà nuovi segni e simboli.
Mostra visitata da Ventosi Adele
AFGHANISTAN.
I TESORI RITROVATI
TORINO, MUSEO DI ANTICHITA’
A Torino è stato possibile ammirare oltre 200 ritrovamenti archeologici afgani di grande pregio. La mostra permette di ripercorrere momenti importanti della storia e preistoria di una regione che fin dall’antichità è stata crocevia di culture diverse tra loro. Il percorso si snoda attraverso preziosi ritrovamenti che spaziano dall’età del bronzo (2200 – 1800 a.C.) al II sec. d.C. Si rimane subito incantati dalla bellezza di monili in oro, eseguiti con tecniche di lavorazione precise e minuziose, dai particolari molto curati, dall’accostamento dell’oro con le pietre dure e il turchese, dalle linee e dai soggetti “moderni”. Molti sono gli elementi che richiamano l’arte dei popoli delle steppe, soprattutto nelle raffigurazioni a soggetto animalistico e nelle tecniche di lavorazione e di utilizzo del metallo prezioso. Notevoli sono anche gli oggetti e le decorazioni in pietra, avorio, vetro, terracotta, rame, bronzo e argento.
Osservando la mostra a livello globale quel che più colpisce è la varietà di influenze (stilistiche e culturali) che caratterizzano i diversi oggetti: questo denota come, fin dall’antichità, l’Afghanistan avesse forti legami e scambi con altre civiltà anche molto lontane. Nei reperti più antichi si possono individuare influenze mesopotamiche, mentre in seguito, con l’espansione coloniale della Grecia, compaiono iconografie e architetture prettamente ellenistiche. Al contempo si possono notare forti influenze provenienti dall’Oriente, che rimandano all’arte figurativa indiana e anche a quella cinese, senza dimenticare i richiami al mondo dei nomadi delle steppe…
Francesca Tapparo