Gruppo Archeologico Canavesano


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Archeonews 50

Archeonews del Canavese




ARCHEONEWS Del CANAVESE

Segreteria: 0125 51053
Bollettino di Informazione per i Soci
VicePresidenza: 0125 45863 Notiziario n. 50 - Dicembre 2008
Presidenza: 0125 51130



ARCHEOLOGIA RITROVATA


Sabato 11 e Domenica 12 ottobre 2008 abbiamo partecipato alla 5^ edizione delle giornate nazionali dei Gruppi Archeologici d'Italia sul tema “Archeologia Ritrovata”.
A corredo della manifestazione abbiamo edito un depliant con la storia della nostra Associazione e con il programma delle due giornate:
stand espositivo in Ivrea, corso Botta, con pannelli relativi all'attività del GAC
visite guidate gratuite alle testimonianze di Eporedia
escursione archeologica con guida gratuita sulla Paraj Auta.
L'iniziativa è stata segnalata sui giornali locali, Il Risveglio Popolare e La Sentinella del Canavese, TV locali e sul quotidiano “la Stampa” di Torino.
Hanno riscosso un buon successo le iniziative proposte dal Gruppo in occasione delle Giornate Nazionali di Archeologia Ritrovata, che si sono svolte Sabato 11 e Domenica 12 ottobre 2008 (vedere foto). La manifestazione, che ha avuto l'appoggio dell'Alto patronato del Presidente della Repubblica, favorita dalle buone condizioni meteo, ha potuto svolgersi senza imprevisti e le uscite programmate si sono svolte regolarmente.
Lo stand espositivo è stato montato e particolarmente curato dai consiglieri Adele Ventosi ed Enrica Traversa, che hanno illustrato ai numerosi visitatori interessati i nostri pannelli sul Pons Major di Ivrea e sul recente studio sulla piroga di Vestignè.
Anche le uscite, programmate nella giornata di domenica 12 ottobre, si sono svolte senza imprevisti. Al mattino Ventosi e Gallo hanno guidato un gruppo di una dozzina di persone tra le vie dell'antica Eporedia, dall'anfiteatro romano alla Cripta del Duomo. Infine, nel pomeriggio, Pietro Ramella ha curato l'escursione verso il sito della Paraj Auta.
Una edizione, quella di quest'anno, che finalmente è riuscita ad essere realizzata in modo completo ed esaustivo, nonostante tutte le difficoltà che si sono incontrate nelle edizioni precedenti di Archeologia Ritrovata, durante la fase organizzativa e di progettazione. Nel sito web dei Gruppi Archeologici d'Italia la nostra iniziativa è stata pubblicata online ed è stata apprezzata. Un invito dunque ai soci a dare il loro sostegno pratico per la realizzazione della prossima edizione nazionale di AR, magari arricchendola di nuove idee e proposte.

INCONTRO CON
L'ASSESSORE ALLA CULTURA
DELLA CITTA' DI IVREA


Mercoledì 17.9.2008 abbiamo avuto un cordiale incontro con l'Assessore Gianni Cimalando (presenti Ramella, Gallo, Benvenuti, Rossetti, Traversa).
Abbiamo richiesto all'Assessore la concessione di una sede presso la costruenda “Cittadella della Cultura” e l'autorizzazione ad effettuare visite guidate a titolo gratuito nell'area archeologica del complesso “La Serra” di Ivrea. Inoltre abbiamo segnalato l'iniziativa “Archeologia Ritrovata” per l'11 e 12.10.2008 e il nostro desiderio di comprendervi anche l'area dell'Anfiteatro di Eporedia.
Abbiamo ricordato anche la nostra attività di carattere archeologico sulla Paraj Auta.
L' Assessore ha ringraziato il nostro Gruppo per l'intensa attività svolta e cercherà di aiutarci, per quanto possibile.







IL MISTERO DELLE COPPELLE”

S.MARTINO DI BADIA (BZ)
MUSEUM LADIN

Il 20 agosto 2008 abbiamo visitato al Ciastel de Tor di S. Martino in Badia (BZ) il Museum Ladin: era un mercui (mercoledì in lingua ladina, quante parole qui assomigliano al nostro piemontese, è sorprendente!).
Telefoniamo per avvertire della visita di una “delegazione” del GAC; il Dott. Prinoth, curatore della mostra sulle coppelle, è impegnato in una visita esterna, ma segnala il nostro arrivo al direttore del Museum Ladin che ci accompagna personalmente e ci illustra la prima sezione dedicata all'archeologia del territorio. Continuiamo la visita con l'ausilio dell'audioguida per conoscere l'identità, la storia, la lingua, le tradizioni, l'artigianato, i mutamenti economici dei ladini e la geologia di questa valle dolomitica. E' un museo davvero ben organizzato, in cui la suggestione delle mura medievali del castello che lo ospita si unisce alle moderne tecniche multimediali.
Al temine di questa visita ci attende il giovane geologo Herwig Prinoth di Ortisei: è contento di incontrare persone venute “così da lontano” e di ricevere in omaggio il libro GAC
Antichi segni sulla roccia. Iniziamo con lui la visita guidata alla mostra “Il mistero delle coppelle”, allestita nel nuovo e moderno padiglione a fianco del castello. Una serie di cartine, di fotografie e di pannelli esplicativi introducono al fenomeno della coppellazione e alla sua diffusione in contesti culturali e cronologici molto differenti. Le rocce coppellate più antiche, che si fanno risalire a 200.000 anni fa, sono state ritrovate in una grotta indiana frequentata nel Paleolitico inferiore. Più vicina a noi nel tempo e nello spazio è la lastra litica con coppelle che in Francia, nel riparo di La Ferrassie in Dordogna, è stata posta a copertura della sepoltura di un bambino neanderthaliano.
Un grande schermo mostra poi (per la prima volta in Italia) le animazioni tridimensionali computerizzate del tempio turco di Göbekli Tepe, innalzato 11.000 anni fa e formato da enormi blocchi di pietra la cui superficie superiore è tempestata di coppelle.
Molto interessante pure la copia in grandezza naturale (oltre 2 metri) della famosa pietra dalla tomba a corridoio di Bunsoh in Germania con incise svariate coppelle e segni di mani e piedi.
Per quanto riguarda l'Alto Adige si può ammirare la ricostruzione in scala dell'area megalitica di Velturno, datata all'Età del Rame e da cui sembra provenire l'Uomo del Similaun (comparazioni tra le analisi sull'acqua che scaturisce in questa zona e quelle sulla dentatura di Ötzi confermerebbero questa ipotesi). Inoltre sono presentate rocce coppellate trovate nella provincia di Bolzano e mai esposte fin'ora; particolarmente sorprendente è il fatto che questi ritrovamenti provengano da scavi sistematici che hanno consentito datazioni altrimenti impossibili per questa tipologia di reperti. Da notare infine che i bordi delle coppelle in Alto Adige vengono evidenziati con il gesso.
L'ultima sezione propone alcune teorie interpretative sul fenomeno della coppellazzione, derivate non solo dall'archeologia, ma pure dalle tradizioni popolari: rituali legati alla pioggia, alla fertilità, al culto dei morti (es. far passare l'anima nell' al di là, in Lettonia), conche per offerte di primizie, rappresentazioni di costellazioni, trappole per le streghe (se sulle soglie delle case), mappe stradali ... Una trentina di teorie è descritta nel bel volume
Rocce silenti, il fenomeno della coppellazione rupestre nella conca di Bressanone a cura di G. Rizzi che è stato donato al GAC dal direttore del museo e ora è a disposizione dei soci nella nostra biblioteca. Non è stato purtroppo pubblicato il catalogo della mostra.
Ci tratteniamo a scambiare informazioni e pareri con il dott. Prinoth ben oltre l'orario di chiusura della mostra, lasciandoci con l'augurio di una reciproca e proficua futura collaborazione.

Adele Ventosi
Pier Giorgio Tapparo



RICOGNIZIONI E RICERCHE

Mentre l'impegnativo lavoro di setacciatura del terreno del sito di Pavone sta volgendo al termine (grazie al costante impegno di pochi soci, in particolare di Fernando Benvenuti e Enrica Traversa), sono riprese le ricognizioni finalizzate alla ricerca e al censimento di incisioni rupestri.
La prima uscita (domenica 9 novembre) è stata organizzata dal nostro consigliere Adele Ventosi che, dopo aver trovato in precedenza la pietra incisa, ha accompagnato il Gruppo fino al sito.
Il “nuovo” masso inciso si trova in quota (ben oltre i 1000 metri), sulla sinistra orografica del torrente Viona. Nella foto si può vedere una buona parte delle incisioni rilevate, bagnate con semplice acqua per permettere una visione migliore. Già ad un primo sguardo le figure incise appaiono alquanto interessanti ed enigmatiche.
Infine, nell'ultima uscita, sotto la segnalazione del Consigliere Guido Rossetti, il Gruppo è stato guidato fino ad un riparo sotto roccia che mostra sulla parete interna delle incisioni lineari, anch'esse particolarmente interessanti ed attualmente in fase di studio preliminare.

IL G.A.C. AL 1.7.2008

Errata Corrige


Forse a causa della calura estiva (triste...) abbiamo fatto i seguenti errori in Archeonews n. 49, chiediamo scusa, con preghiera di correzione:
Erica Traversa correggere in Enrica Traversa
Morena Romni correggere in Morena Romani

Abbiamo inoltre dimenticato nell'elenco Soci Marisa Cornelio, appartenente alla nostra Associazione dal 1973. La Socia Cornelio nel suo incarico di Assessore alla Cultura (1999-2008) e di Sindaco (2004-2008) del Comune di Pavone Canavese ha sostenuto l'attività del GAC con la messa a disposizione di una Sede Operativa gratuita presso la locale Biblioteca, con l'uso gratuito della Sala del Consiglio Comunale per nostre manifestazioni, con il finanziamento della Mostra, presso il Museo d'Andrade, dal titolo “al di là del Po ci sono i Salassi” e del relativo Catalogo.
Ha inoltre destinato negli anni contributi finanziari al nostro Gruppo, fondi che hanno consentito l'edizione del volume “Antichi segni sulla roccia”. Per motivi di salute ha lasciato l'incarico da Sindaco e Assessore il 13.3.2008.




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