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Archeonews del Canavese
ARCHEONEWS Del CANAVESE
Bollettino di Informazione per i Soci
Notiziario n. 54 - Marzo 2010
INAUGURAZIONE
NUOVA SEDE DEL GAC
A BOLLENGO
Sabato 30.1.2010, con la partecipazione del Sindaco di Bollengo Carlo Duò, dei Sindaci di Pavone dr. Maria Aprile e di Andrate Giulio Roffino, della Direttrice Didattica di Azeglio dr. Apollonia Rosalba Pennisi, dei nostri Soci, di giovani archeologi e di un folto pubblico si è inaugurata la nuova Sede della nostra Associazione, concessa in comodato gratuito dal Comune di Bollengo, in Via Pietro Cossavella n. 44.
Dopo il saluto del Sindaco Duò, il Presidente Gallo e il Vice-Presidente Ramella hanno ricordato l'attività archeologica del GAC a partire dal 1972, i dirigenti scomparsi, la creazione di una ricca biblioteca d'interesse archeologico. Le pareti della grande sala, sede del GAC, sono state addobbate con i pannelli delle Mostre relative alle nostre iniziative più significative (Acquedotto, Pons maior, Eporedia 2100 a.C., Arte rupestre, Piroga di Vestignè).
Proiezioni di video relative all'Anfiteatro Morenico di Ivrea, antropologia in Canavese, arte rupestre nel Tassili in Algeria, e un ricco buffet hanno concluso il felice convegno.GAC
ASSEMBLEA DEI SOCI
Le cerimonie relative all'inaugurazione della nostra nuova Sede hanno condizionato i tempi dell'Assemblea annuale dei Soci.
Dopo le operazioni tradizionali (consuntivo attività 2009, approvazione Bilanci 2009 e 2010), sono state evidenziate dai soci proposte di attività per l'anno 2010:
analisi e sistemazione dei reperti acquisiti con la setacciatutra del terreno archeologico presso la “Gora Rossa” di Pavone, sotto la direzione del dr. F.M.Gambari
significative (Acquedotto, Pons maior, Eporedia 2100 a.C., Arte rupestre, Piroga di Vestignè).
Proiezioni di video relative all'Anfiteatro Morenico di Ivrea, antropologia in Canavese, arte rupestre nel Tassili in Algeria, e un ricco buffet hanno concluso il felice convegno.
sviluppo attività di Ricognizione sul territorio
formazione della Carta Archeologica del Canavese, con gruppo di lavoro dedicato
attività didattica presso il Circolo Didattico di Pavone e il Liceo Scientifico “Gramsci” di Ivrea
PRESENTAZIONE
DEL VOLUME DI ANDREA ARCA'
“La Spada sulla Roccia”
Mercoledì 24 marzo 2010 - ore 21
nella nostra Sede di Bollengo – Via Pietro Cossavella n. 44 il dr. Andrea Arcà presenterà il suo nuovo studio “La spada sulla roccia”.
Si espone di seguito la presentazione del volume, curata dall' Autore.
Risale all'estate del 1995 la scoperta, effettuata dal Gruppo Ricerche Cultura Montana, di alcune figure di guerrieri armati di spada incise sulle alte montagne della Valcenischia. Spadonari di pietra di fronte agli Spadonari in carne ed ossa di Giaglione e Venaus?
Sulla base di tale affascinante collegamento tra archeologia rupestre ed etnografia è stata promossa a Novalesa “La Spada sulla Roccia”, la giornata di studi di cui il volume pubblica gli atti; un titolo che non è certo un gioco di parole. Uno sguardo ai complessi di arte rupestre del Rocciamelone, ma anche alle danze armate tradizionali della Valcenischia, della Valsusa e del Piemonte. Non mancano i confronti, che presentano una corposa documentazione sulle rocce incise della Valcamonica e dell'Alta Moriana, tra le valli più ricche di arte rupestre di tutto l'arco alpino.
Cospicua la parte iconografica: oltre 700 rilievi e fotografie per illustrare il materiale figurativo dei complessi petroglifici di Mompantero, dell'Alpe Carolei e di Chiomonte-La Maddalena, dove i segni di pietra ci parlano delle fasi più recenti della preistoria e dell'avvio della romanizzazione.
Molte domande nascono dalle pagine di questo volume. Emergono però anche alcune risposte, che ci suggeriscono una possibile ritualità legata alle cime e ai culti ad esse connessi, ci mostrano come le tribugrave celtiche dei Segusini e dei Vennavi fossero soliti marchiare le rocce delle proprie terre montane con figure di asce da guerra, e ci facilitano infine la lettura del motteggio goliardico dell'iscrizione romana, la più alta in quota di tutte le Alpi, della Roccia degli Stambecchi.
“In mostra a Torino il piacere della vita
nella Roma imperiale”
Si è conclusa il 14 febbraio 2010, dopo una
proroga per in grande afflusso di visitatori, la
mostra Luxus presso il Museo di Antichità di
Torino. Un percorso per scoprire l’arte del
vivere nella Roma imperiale il cui filo
conduttore è rappresentato dal lusso, inteso
nell’accezione più ampia del termine. Si parte
dalle espressioni concettuali e artistiche
rappresentate da letteratura, filosofia,
religione, teatro e musica, una dimensione
interiore del lusso che arricchisce lo spirito e
la mente. Si passa poi agli aspetti più fisici,
concreti e sensoriali, come la bellezza e la
cura del corpo, la seduzione, le gioie della
tavola, ovvero l’ostentazione del lusso, con
l’esibizione di acconciature ricercate, di
gioielli, cosmetici e stoffe che denotano la
ricchezza di chi le indossa. Accanto ad una
dimensione del lusso ‘personale’, attraverso
appunto la cura esteriore del corpo, si affianca
anche un lusso ‘sociale’, i banchetti, offerti in
un’ottica di ostentazione di opulenza, di
ricchezza, ma soprattutto di potere, perdendo
l’originario significato conviviale e gioioso
del pasto in compagnia.
L’esposizione è strutturata in diversi
ambienti tematici che raccolgono 350 reperti e
li organizzano in modo da coinvolgere il
visitatore che si trova immerso in scene di vita
quotidiana della Roma imperiale grazie anche
ad un accurato percorso polisensoriale. I
graffianti epigrammi di Marziale introducono
con occhio disincantato e divertito alla
romanità, tra riflessioni serie e caustiche
considerazioni sulla vita, sulla bellezza e
sull’amore. Un sottofondo sonoro richiama i
sistri dei riti sacri orientali e le cetre che
allietavano i banchetti o i fruscii delle stoffe
pregiate. Intanto profumi intensi rendono
palpabili gli aromi delle spezie e degli incensi
che giungevano nella capitale dall’Oriente, i
profumi, i balsami e gli unguenti impiegati per
la cura del corpo e ricavati da erbe, resine e
semi. Infine splendide stoffe svelano i segreti
della loro fattura e le costose tecniche di
colorazione.
Nelle ultime sale l’accostamento tra gioielli
dell’antica Roma e creazioni orafe
contemporanee ci ricordano, in modo non
troppo subliminale, come il concetto latino di
Ars gratia artis abbia ormai irrimediabilmente
lasciato spazio al business, quindi avanti
sponsor e fondazioni…
Francesca Tapparo
LUNGO L’ACQUEDOTTO
ROMANO…
Si è conclusa sabato 6 marzo la prima fase di
supporto sul campo ad una tesista della
Facoltà di Architettura del Politecnico di
Torino. Alcuni soci GAC l’hanno
accompagnata in tre tappe lungo tutto il
percorso dell’acquedotto romano di Eporedia
dal Maresco di Bienca fino alle porte di Ivrea .
Si è potuto così constatare che il manufatto
presenta spesso condizioni di degrado e nel
tratto sul confine di Montalto Dora verso Ivrea
esso è coperto da una vegetazione così fitta
(alberi, rovi, pungitopo…) tanto da rendere
molto difficoltoso il suo reperimento… per
non parlare dell’avanzata di noi poveri
Indiana Jones!
Anche grazie alla disponibilità di privati, è
stato possibile comunque seguire tutto il
tracciato, facendo conoscere e nel contempo
apprezzare il nostro bel territorio ad una
studentessa universitaria, riconoscente per la
collaborazione.
Adele Ventosi
DIDATTICA SULLA PREISTORIA
NELLE SCUOLE ELEMENTARI
Si sono già avviati i primi interventi nelle Scuole, per le classi di terza elementare, dedicati alla Preistoria e all'Arte rupestre. L'insegnante referente dei laboratori è Enrico Gallo. Il laboratorio è direttamente collegato alla visita dei bambini, che avranno incarichi ben precisi, presso la collina della Paraj Auta. Per tutti i soci che fossero interessati a partecipare a questo momento didattico vengono indicate le date:
13/04/10 con le scuole di Samone e Lessolo
19/04/10 con la scuola di Pavone
20/04/10 con la scuola di Banchette
22/04/10 con la scuola di Borgofranco
29/04/10 con la scuola Nigra di Ivrea
Prima dell'escursione sulla collina è prevista una breve visita alla nostra mostra "Al di là del Po ci sono i Salassi" presso la Fondazione d'Andrade.