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Arte rupestre
L’ARTE RUPESTRE
Questa breve scheda intende riassumere in poche parole e concetti un fenomeno culturale antico quanto l’uomo “Sapiens Sapiens”, il quale seppe per primo “premeditare” una immagine dove prima non c’era nulla. In altre parole incidere o pitturare richiedono a priori le stesse abilità cognitive. Tramite l’Arte rupestre lo studioso forse un giorno potrà ritrovare quegli stessi stimoli e pensieri che spinsero tutti quegli sconosciuti “artisti” a realizzare le loro mute “opere” e che ci accingiamo ora a riscoprire.
Lo studio dell’arte rupestre alpina: trascinati dalle sensazionali scoperte di grotte dipinte nell’800 (come Lascaux o Altamira), i primi studiosi di incisioni rupestri iniziarono le loro ricerche nei primi decenni del ‘900: Piolti, Barrocelli, Conti, Bicknell, Anati ecc. scoprirono numerose testimonianze provenienti soprattutto dalle Alpi Centrali (Valcamonica) e Occidentali (Valle Meraviglie), veri santuari dell’Arte rupestre, con migliaia di figure incise. Negli ultimi trent’anni si osserva un allargamento degli studi a tutto l’arco alpino, con notevoli risultati in Piemonte ed anche in Canavese. Da circa dieci anni le Associazioni culturali competenti italiane (anche il GAC ha dato il suo contributo), francesi e svizzere hanno realizzato una metodologia comune finalizzata alla schedatura internazionale delle Alpi Occidentali. Attualmente sono già attivi RockArt e EuroPreArt, progetti nazionali ed internazionali di censimento e studio dell’Arte Rupestre.
Cos’è l’Arte rupestre: probabilmente la pietra non fu né il primo né l’unico “foglio da disegno” degli antichi artisti ma, purtroppo, il supporto litico è quasi sempre l’unico ad esserci pervenuto. Non mancano però piccole incisioni o pitture su osso e legno. Le pitture e le incisioni rupestri nacquero contemporaneamente nel Paleolitico, insieme alla comparsa dei Sapiens Sapiens, all’incirca 30-35000 anni fa (grotta Chauvet, Francia). Nelle pareti delle grotte vennero immortalati animali eseguiti con una precisione e cura invidiabili ancor oggi. L’arte parietale ebbe come soggetto quasi sempre l’animale. Dello stesso periodo sono note le cosiddette “Veneri”, statuette d’argilla rappresentanti donne dalle forme talvolta esasperate. Non sappiamo se le figure fossero dipinte o incise esclusivamente nelle grotte, ma ci sono note anche incisioni e pitture a cielo aperto databili a partire dal tardo Paleolitico. Continua la quasi completa assenza dei simboli e delle figure umane . Alcune coppelle in grotte paleolitiche e lucernari scavati sulla roccia viva.
Dal Mesolitico compaiono figure umane e simboli, scene di caccia con antropomorfi ben dettagliati e armati con arco e frecce, mentre le figure animali diventano schematiche e semplificate. Pitture su pareti rocciose all’aperto (Spagna e Sahara Algerino).
Nel Neolitico la tecnica incisoria raggiunge l’apice, la produzione di figure è vasta in tutta Europa. Compaiono le prime stele, i dolmen, i menhir. Il Megalitismo. Le figure incise diventano vere e proprie opere d’arte, diffusione dei segni vulvari, serpentiformi, meandriformi, armi e simboli astronomici (solari). Mappe geografiche.
Nell’Età del Rame compaiono le figure umane stilizzate. Diminuiscono ulteriormente, dopo un’estrema stilizzazione ( Monte Bego), le figure animali. Compaiono l’aratro e i carri. Cerchi concentrici. Complessi funerari megalitici e stele antropomorfe di notevole pregio. Collane ed altri elementi decorativi (abiti).
Nell’Età del Bronzo le figure umane sono più differenziate. Scene di duello e caccia. Pendagli ad occhiale, armi e asce. Massi con coppelle emisferiche, pediformi e ruote raggiate. Incomincia a declinare la tecnica incisoria. Tramonta il Megalitismo.
Nell’Età del Ferro le figure umane, quasi sempre armate, presentano un tronco a rettangolo. Scene di duello e grandi guerrieri armati. Massi con coppelle di varie dimensioni e sezioni. Canaletti. Con l’avvento della scrittura (in Valcamonica segni alfabetici nord-etruschi furono incisi insieme ad antropomorfi e coppelle) scompare definitivamente l’Arte rupestre nel senso artistico, espressivo e rituale del suo gesto.
La ricerca attuale. La metodologia di rilevamento. La statistica e i censimenti. Il rilievo nylografico (esempio) e la tecnologia informatica. Altre metodologie: frottage e luce radente. Il metodo adatto per il territorio canavesano e strategie di ricognizione.
Le schede tecniche. Le fotografie (a sinistra la famosa Pera Cunca CAN.000.01 e qui sopra un particolare dell'altrettanto nota Pera dij Crus CHL.PCR.01)e la compilazione della scheda internazionale delle incisioni rupestri delle Alpi Occidentali.
testi e foto a cura di Gallo Enrico